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Fattore V di Leiden

Il fattore V di Leiden è una comune malattia genetica ereditaria che può aumentare il rischio di sviluppare coaguli di sangue anomali (trombofilia), di solito nelle vene [Fig.1].

Fig.1 Aggregazione piastrinica. Rappresenta il momento iniziale della formazione di un trombo in caso di ferite o d’infiammazioni. In casi patologici, come in questa malattia, l’aggregazione può non fermarsi al momento opportuno, ma evolvere fino a formare coaguli anomali. Talvolta, questi coaguli possono diventare sintomatici per l’ostacolo che determinano al flusso venoso

La maggior parte delle persone con fattore V di Leiden non sviluppano mai coaguli anomali. Tuttavia, alcune persone con fattore V di Leiden sviluppano coaguli che portano a lungo termine, problemi di salute o possono diventare pericolosi per la vita.
Sia gli uomini che le donne possono avere il fattore V Leiden, ma le donne possono avere una maggiore tendenza a sviluppare coaguli di sangue durante la gravidanza o durante l’assunzione di ormoni estrogeni. Se si dispone di fattore V di Leiden e si hanno coaguli di sangue, i farmaci possono ridurre il rischio di sviluppare coaguli aggiuntivi e consentono di evitare le complicanze potenzialmente gravi.

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Embolizzazione dei fibromi uterini

I fibromi uterini, o miomi,  sono tumori benigni delle cellule muscolari liscie dell’utero. La Radiologia Interventistica propone un metodo mininvasivo per trattare i fibromi uterini: l’embolizzazione dei fibromi uterini.

Tutti sono abbondantemente irrorati e vascolarizzati;

Sulla base della localizzazione  negli strati dell’utero sono classificati in: sottosierosi, intramurali e sottomucosi.

i  sottomucosi sono   maggiormente responsabili dei sanguinamenti intensi e copiosi e d’infertilità – gli intramurali  sono maggiormente responsabili dei dolori addominali e delle metrorragie  – i sottosierosi dei sintomi da compressione.

La terapia medica si basa sugli analoghi dell’ormone che rilascia le gonadotropine, per indurre una ovariectomia, o con i progestinici per controllare i fenomeni emorragici;  ha  un  effetto  temporaneo  di  riduzione  del volume   dei  fibromi, in vista della soluzione chirurgica.

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Strategie e materiali per il trattamento dell’embolia polmonare

Strategie e materiali per il trattamento dell’embolia polmonare. Dott. Stefano PIERI – dott. Paolo Agresti [U.O.C. Radiologia Interventistica Az. Osp. “S.Camillo-Forlanini” – ROMA].

Il quadro clinico è causato da un embolo migrato da un trombo, formatosi a livello delle vene degli arti inferiori o della pelvi.

embolo polmonare

A seconda delle dimensioni dell’embolo, delle condizioni cardiache e del letto vascolare polmonare avremo differenti ripercussioni emodinamiche : embolia polmonare periferica, submassiva e massiva.

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Trattamento percutaneo della ostruzione urinaria

Napoli , 14 marzo 2017 – Dr. Paolo Agresti, Dr. Stefano Pieri

L’uropatia ostruttiva è caratterizzata da:

  • presenza di un ostacolo allo scarico dell’urina in un punto qualsiasi della via escretrice, con conseguente insorgenza di una resistenza al normale deflusso
  • aumento pressorio a monte di tale ostacolo al fine di mantenere un adeguato flusso di urina
  • aumento della pressione all’interno del sistema collettore del rene.

Può essere : mono o bilaterale. Svilupparsi : rapidamente (acuta) o lentamente (cronica).

Le ostruzioni urinarie sono causate, più comunemente: quelle acute da calcoli, quelle croniche da neoplasie renali od ureterali e da progressivi restringimenti delle vie urinarie conseguenti a radioterapia od a interventi chirurgici.

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Il trattamento endovascolare dell’embolia polmonare

Opzioni terapeutiche avanzate: embolia polmonare

Il  quadro clinico è causato da un embolo migrato da un trombo, formatosi a livello delle vene degli arti inferiori o della pelvi.

A  seconda delle dimensioni dell’embolo, delle condizioni cardiache  e del letto vascolare polmonare avremo  differenti ripercussioni emodinamiche :  embolia polmonare periferica, submassiva e massiva.

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Trattamento radiologico del varicocele

Introduzione alla problematica clinica

Il varicocele e la sua associazione con l’infertilità maschile è riconosciuta da secoli. Il primo articolo che riportava il miglioramento dei parametri del liquido seminale e una gravidanza dopo la riparazione del varicocele è di Barwell nel 1885.

Maggiore attenzione alla correzione chirurgica del varicocele è stata data dopo l’articolo di Tulloch, che ha descritto il caso di un paziente azoospermico e con varicocele bilaterale che, dopo una varicocelectomia è tornato normospermico e la moglie ha concepito.

Il varicocele è una dilatazione delle vene del plesso pampiniforme, all’interno del funicolo spermatico; l’incidenza della malattia varia da studio a studio, ma si localizza in un 14-16 % della popolazione globale; tale percentuale cresce nella popolazione infertile, arrivando ad un 40%.

La maggior parte degli studi riporta che circa il 78-93% dei varicoceli sono localizzati a sinistra; questo è stato messo in relazione al differente drenaggio tra i due lati.

Sebbene la maggior parte dei varicoceli siano a sinistra, i rimanenti (7-22%) sono bilaterali, con casi occasionali esclusivamente a destra.

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91° Congresso nazionale SIGO ottobre 2016

ROMA 16-19 Ottobre 2016, 91° Congresso nazionale SIGO

Approccio transbrachiale per il trattamento dei leiomiomi uterini con embolizzazione delle arterie uterine: preliminare esperienza clinica

Autori: Dott. Stefano Pieri, Marasca E, Moreschi E, Di Felice M, Calcagni M, Agresti P, Starita A. (Radiologia Interventistica
Az. Osp. “S.Camillo-Forlanini” – ROMA)

Embolizzazione dei fibromi uterini

I fibromi uterini, o miomi, sono tumori benigni delle cellule muscolari liscie dell’utero. Sulla base della localizzazione negli strati dell’utero sono classificati in: sottosierosi, intramurali e sottomucosi.

Fibroma uterino

Fibroma uterino

Tutti sono abbondantemene irrorati e vascolarizzati; i sottomucosi sono maggiormente responsabili dei sanguinamenti intensi e copiosi e d’infertilità – gli intramurali sono maggiormente responsabili dei dolori addominali e delle metrorragie – i sottosierosi dei sintomi da compressione.

La terapia medica si basa sugli analoghi dell’ormone che rilascia le gonadotropine, per indurre una ovariectomia, o con i progestinici per controllare i fenomeni emorragici; ha un effetto temporaneo di riduzione del volume dei fibromi, in vista della soluzione chirurgica.

terapia medica fibroma uterino

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Embolizzazione fibroma uterino

Attuale evidenza: embolizzazione fibroma uterino

Nell’arco degli ultimo 10 anni, l’embolizzazione delle arterie uterine si è imposta nell’ambito delle soluzioni terapeutiche per la gestione del fibroma uterino. E’ un nuovo approccio, basata sull’intensa ischemia, che causa la necrosi del fibroma; prima di allora, i ginecologi conoscevano solo la terapia medica e quella chirurgica, isterectomia o miomectomia.

Dopo gli iniziali studi sulla sicurezza e sull’efficacia, cominciano a comparire studi sul miglioramento dei sintomi, sul miglioramento della qualità della vita, sulla comparazione dei risultati, sulla tecnica da impiegare e sui materiali da utilizzare, ma anche sulle problematiche della fertilità.

Le domande a cui dobbiamo dare una risposta sono:

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La Risonanza Magnetica nel fibroma uterino

Il fibroma uterino o leiomioma uterino rappresenta la neoplasia ginecologica benigna più diffusa, presente fino al 30% della popolazione femminile, in età fertile.
La risonanza magnetica rappresenta la metodica d’immagini più accurata nell’identificare e localizzare i leiomiomi, grazie al maggiore campo visivo rispetto all’ecografia; inoltre, l’eccellente risoluzione di contrasto, specie nelle sequenze T2 pesate, permette una migliore visione delle varie zone in cui è suddiviso l’utero, potendo classificare le lesioni con maggiore accuratezza e precisione.
Sulla base della loro localizzazione topografica all’interno dell’utero, i fibromi sono classificati in sottomucosi, intramurali e sottosierosi; questa distinzione riveste un significato anche clinico e delle implicazioni terapeutiche.

Se desideri saperne di più, clicca qui [I primi sono i meno frequenti, ma sono associati a dismenorrea, metrorragia ed infertilità; se peduncolati possono protrudere nella cavità uterina; sono facilmente aggredibili per via isteroscopica. Gli intramurali sono i più frequenti, talvolta asintomatici, lo diventano per le dimensioni o per un loro sconfinamento verso l’endometrio; si possono presentare con dismenorrea, menorragia e sensazione di compressione addominale. I sottosierosi sono quelli che determinano la compressione delle strutture adiacenti: la vescica anteriormente e il retto posteriormente; se peduuncolati, possono andare incontro a torsione. Non sempre questa distinzione è così netta nella realtà].

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Aggiornamento n.4: patologia HCC epatocarcinoma

Segue da Aggiornamento n.3 sull’HCC: epatocarcinoma.

Non ci sono studi di confronto tra TARE e TACE, per cui non è possibile fare raccomandazioni. Nelle percentuali di sopravvivenza non si registrano significative differenze in percentuale tra le due metodiche; c’è una maggiore opsedalizzazione per la TARE e maggiori effetti collaterali.
1 TARE ha il costo di 8 TACE e di 5 DebTACE, per questo non può essere proposto come cura dello stadio B; ha quindi molto più spazio nei tumori in fase avanzata. Anche la TARE versus sorafenib non ha mostrato significative differenze percentuali nella sopravvivenza; nel controllo di malattia la TARE mostra un 81% contro il 46% del sorafenib; nella progressione del tumore tali percentuali diventano 53% e 72%; nella risposta obiettiva i risultati sono 62% contro il 9%).
Il confronto tra TACE e TARE è stato interrotto per carenza di arruolamento; si potrebbe proporre Sorafenib + TARE contro sorafenib.

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