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Strategie e materiali per il trattamento dell’embolia polmonare

Strategie e materiali per il trattamento dell’embolia polmonare. Dott. Stefano PIERI – dott. Paolo Agresti [U.O.C. Radiologia Interventistica Az. Osp. “S.Camillo-Forlanini” – ROMA].

Il quadro clinico è causato da un embolo migrato da un trombo, formatosi a livello delle vene degli arti inferiori o della pelvi.

embolo polmonare

A seconda delle dimensioni dell’embolo, delle condizioni cardiache e del letto vascolare polmonare avremo differenti ripercussioni emodinamiche : embolia polmonare periferica, submassiva e massiva.

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Il trattamento endovascolare dell’embolia polmonare

Opzioni terapeutiche avanzate: embolia polmonare

Il  quadro clinico è causato da un embolo migrato da un trombo, formatosi a livello delle vene degli arti inferiori o della pelvi.

A  seconda delle dimensioni dell’embolo, delle condizioni cardiache  e del letto vascolare polmonare avremo  differenti ripercussioni emodinamiche :  embolia polmonare periferica, submassiva e massiva.

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Assistenza alla donna con fibroma uterino

L’embolizzazione delle arterie uterine in radiologia interventistica è una terapia percutanea guidata dalle tecniche d’imaging, in grado di offrire un’alternativa alla terapia ormonale cronica e alle tradizionali procedure chirurgiche, come la miomectomia e l’isterectomia, una importante assistenza alla donna con fibromi sanguinanti.

L’embolizzazione deve essere offerta solo alle pazienti con un fibroma uterino sintomatico.

I sintomi del fibroma uterino

Un sanguinamento mestruale importante, il dolore pelvico, la pesantezza e il fastidio pelvico, la frequenza ad urinare o l’incontinenza, il senso di pesantezza rettale sono le manifestazioni sintomatologiche che richiamano l’attenzione. Oltre alle indicazioni al trattamento, ogni paziente deve essere messa a conoscenza delle varie opportunità terapeutiche, tramite un incontro interdisciplinare tra ginecologo e radiologo interventista.

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91° Congresso nazionale SIGO ottobre 2016

ROMA 16-19 Ottobre 2016, 91° Congresso nazionale SIGO

Approccio transbrachiale per il trattamento dei leiomiomi uterini con embolizzazione delle arterie uterine: preliminare esperienza clinica

Autori: Dott. Stefano Pieri, Marasca E, Moreschi E, Di Felice M, Calcagni M, Agresti P, Starita A. (Radiologia Interventistica
Az. Osp. “S.Camillo-Forlanini” – ROMA)

Embolizzazione dei fibromi uterini

I fibromi uterini, o miomi, sono tumori benigni delle cellule muscolari liscie dell’utero. Sulla base della localizzazione negli strati dell’utero sono classificati in: sottosierosi, intramurali e sottomucosi.

Fibroma uterino

Fibroma uterino

Tutti sono abbondantemene irrorati e vascolarizzati; i sottomucosi sono maggiormente responsabili dei sanguinamenti intensi e copiosi e d’infertilità – gli intramurali sono maggiormente responsabili dei dolori addominali e delle metrorragie – i sottosierosi dei sintomi da compressione.

La terapia medica si basa sugli analoghi dell’ormone che rilascia le gonadotropine, per indurre una ovariectomia, o con i progestinici per controllare i fenomeni emorragici; ha un effetto temporaneo di riduzione del volume dei fibromi, in vista della soluzione chirurgica.

terapia medica fibroma uterino

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Embolia polmonare: trattamento endovascolare

Embolia polmonare, introduzione

L’embolia polmonare acuta è una quadro clinico che, potenzialmente, può mettere in serio pericolo la vita di un paziente.

Sulla base di diversi parametri, l’embolia polmonare può essere stratificata in ad elevato rischio, a rischio intermedio, a basso rischio. La stratificazione del rischio è importante, perché presuppone scelte terapeutiche e prognosi differenti.

Le percentuali di mortalità sono elevate quando il paziente si presenta con uno shock emodinamico (molto spesso legata ad una disfunzione del ventricolo destro) e nella prima ora dall’accaduto. Quelli che sopravvivono, se non adeguatamente diagnosticati e trattati, sono a rischio di andare incontro ad una recidiva di embolia o allo sviluppo di una ipertensione polmonare cronica.

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Embolizzazione fibroma uterino

Attuale evidenza: embolizzazione fibroma uterino

Nell’arco degli ultimo 10 anni, l’embolizzazione delle arterie uterine si è imposta nell’ambito delle soluzioni terapeutiche per la gestione del fibroma uterino. E’ un nuovo approccio, basata sull’intensa ischemia, che causa la necrosi del fibroma; prima di allora, i ginecologi conoscevano solo la terapia medica e quella chirurgica, isterectomia o miomectomia.

Dopo gli iniziali studi sulla sicurezza e sull’efficacia, cominciano a comparire studi sul miglioramento dei sintomi, sul miglioramento della qualità della vita, sulla comparazione dei risultati, sulla tecnica da impiegare e sui materiali da utilizzare, ma anche sulle problematiche della fertilità.

Le domande a cui dobbiamo dare una risposta sono:

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Aggiornamento n.5 in campo epatologico: HCC

Ultimo articolo di aggiornamento per la serie dedicata all’HCC (epatocarcinoma). Segue da Aggiornamento n.4: patologia HCC epatocarcinoma.

I quadri multinodulari sono il pane del downstaging, che, ancora oggi, non ha una evidenza specifica, nonostante l’ampia pratica reale; occorrerebbe valutare l’aggressività tumorale per capire se deve fare o meno il downstaging (B1 e 2 sono candidati, mentre B3 e 4 non sono trattabili). Il quandro multinodulare è candidato al trapianto; la risposta alla terapia può essere un determinante per la biologia del tumore, valutata non solo sul dato TC, ma anche sulla risposta dell’alfa-feto (valori <400 sono associati ad un minore numero di recidive). Inoltre l’ingresso del criterio di urgenza, del gruppo sanguigno, dell’età del paziente aumenta la complessità delle decisioni.

La rete nazionale

Una rete nazionale è un buon metodo per avere più relazioni e avere più opzioni terapeutiche: occorre trasparenza nelle liste, stabilire il limite di età, segnalare la prevalenza delle recidive, stabilire un protocollo di downstaging e una lista di comorbilità, in grado di determinare una priorità. [Cillo Am J Transplant 2015]

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Aggiornamento n.4: patologia HCC epatocarcinoma

Segue da Aggiornamento n.3 sull’HCC: epatocarcinoma.

Non ci sono studi di confronto tra TARE e TACE, per cui non è possibile fare raccomandazioni. Nelle percentuali di sopravvivenza non si registrano significative differenze in percentuale tra le due metodiche; c’è una maggiore opsedalizzazione per la TARE e maggiori effetti collaterali.
1 TARE ha il costo di 8 TACE e di 5 DebTACE, per questo non può essere proposto come cura dello stadio B; ha quindi molto più spazio nei tumori in fase avanzata. Anche la TARE versus sorafenib non ha mostrato significative differenze percentuali nella sopravvivenza; nel controllo di malattia la TARE mostra un 81% contro il 46% del sorafenib; nella progressione del tumore tali percentuali diventano 53% e 72%; nella risposta obiettiva i risultati sono 62% contro il 9%).
Il confronto tra TACE e TARE è stato interrotto per carenza di arruolamento; si potrebbe proporre Sorafenib + TARE contro sorafenib.

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