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Cura dell’Ipetrofia prostatica benigna senza chirurgia

Ipetrofia prostatica benigna senza chirurgia: cosa si dice nel mondo sull’embolizzazione delle arterie prostatiche

La revisione della letteratura internazionale per l’ipetrofia prostatica benigna senza chirurgia, risente della differente modalità di selezione dei pazienti da parte dei vari autori, delle differenti opzioni terapeutiche impiegate e quindi dei risultati ottenuti.

Nonostante ciò, sebbene sia una tecnica sostanzialmente recente, e ancora priva di un follow-up nel lungo periodo, l’embolizzazione delle arterie prostatiche si è dimostrata essere un’opzione terapeutica globalmente sicura, contribuendo a ridurre la sintomatologia delle sindromi delle basse vie urinarie, migliorando la qualità di vita dei pazienti, con una modica quantità di complicazioni, per lo più minori.

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Iperplasia prostatica benigna: conclusioni

Come specialisti in radiologia interventistica, abbiamo scritto questa serie di articoli dedicata alla iperplasia prostatica per offrire un quadro il più possibile chiaro e completo dello stato attuale. La radiologia interventistica offre una soluzione meno invasiva della chirurgia. Parliamo della embolizzazione delle arterie prostatiche.

In assenza di studi randomizzati controllati, prospettici, per scarsa collaborazione tra urologi e radiologi interventisti, alcune conclusioni sono possibili sulla base degli articoli presenti in letteratura, anche se la loro evidenza è ancora debole.

I risultati iniziali sono promettenti, in termini di minori costi per la collettività e in termini di miglioramento della qualità della vita dei singoli.

Può essere indicata verso quei soggetti dove la terapia medica ha dimostrato di non conseguire risultati soddisfacenti, oppure non può essere praticata per gli effetti collaterali.

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Cosa fare quando la prostata è ingrossata

Abbiamo dedicato una serie di articoli sulla iperplasia prostatica benigna e sul ruolo dell’embolizzazione delle arterie prostatiche. Stiamo parlando di radiologia interventistica, una soluzione medica per eseguire interventi mininvasivi, alternativi alla chirurgia.

Quando la prostata supera i 90 grammi

Rappresentano un gruppo di pazienti, all’interno del mondo dell’iperplasia prostatica benigna, sintomatici, molto spesso portatori di catetere vescicale, che hanno un ventaglio limitato di opzioni terapeutiche.

La TURP, considerata il punto di riferimento per prostate di minori dimensioni, non è consigliata per loro, per la minore efficacia e il maggiore rischio di sanguinamento. Le altre opzioni mininvasive hanno dimostrato di non possedere un’efficacia in questi pazienti o hanno dato risultati molto limitati.

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Eventi post-operatori nell’embolizzazione delle arterie prostatiche

Questo articolo continua dal precedente “complicazioni intraoperatorie“. Oggi ci concentriamo sulle complicazioni post-operatorie nell’embolizzazione delle arterie prostatiche: Disuria (9%), Infezione urinaria (7,6%), Ematuria macroscopica (5,6%), Ematospermia (0,5%), Sanguinamento rettale(2,5%), Ritenzione urinaria acuta (1%).

Il processo infiammatorio che si mette in movimento dopo l’embolizzazione è il responsabile della maggiore parte dei sintomi; le strutture viscerali profonde sono sensibili alla infiammazione e rispondono con un dolore profondo, per attivazione delle fibre sensitive viscerali, diffuso, non localizzato, percepito molte volte come un bruciore.

Un antidolorifico, più o meno blando, sarà in grado di controllare questo fenomeno.

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Embolizzazione prostata complicazioni intraoperatorie

Questo articolo segue dal precedente “Prostata effetti collaterali intervento” e riguarda le possibili complicazioni intraoperatorie.

Le problematiche legate all’accesso vascolare (ematoma, pseudoaneurisma, dissezione in fase di ingresso della guida) dipendono da una scarsa esperienza dell’operatore.

Vista l’importanza dell’intervento, la puntura dell’arteria dovrebbe essere effettuata con la guida ecografica, per limitare gli eventi avversi, pungendo solo la parete anteriore dell’arteria e in sicurezza (con questo sistema d’ingresso si evita di pungere dove sono presenti placche arteriosclerotiche, fonte di embolizzazione distale).

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Prostata effetti collaterali intervento

Come ogni intervento, anche questo presenta possibili effetti collaterali e eventi avversi.

I primi, gli effetti collaterali, sono situazioni inaspettate, prodotti indirettamente da un’azione diretta verso un altro scopo, ma che sono facilmente e rapidamente risolvibili, con o senza un supporto farmacologico.

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I vantaggi della radiologia interventistica nell’iperplasia prostatica benigna


Vantaggi della Radiologia Interventistica nell’iperplasia prostatica –

I vantaggi della Radiologia Interventistica nell’iperplasia prostatica benigna tramite embolizzazione delle arterie prostatiche, rispetto alle tante soluzioni chirurgiche sono numerosi:

L’intervento è eseguibile in anestesia locale e con una sedazione, diminuendo l’impatto dell’anestesia su questi pazienti già compromessi dal punto di vista cardiaco e respiratorio.

Prevede un accesso femorale o brachiale, con una degenza limitata a 1 o 2 giorni (più per il controllo dell’accesso arterioso, che per una sintomatologia legata all’intervento); questo contribuisce ad una minore ospedalizzazione.

Comporta l’abbandono quasi immediato della terapia precedente.

Il posizionamento del catetere vescicale, molto utile per l’intervento, non comporta la sua permanenza anche dopo; viceversa, nei casi di portatori di cateteri vescicali a permanenza, la loro rimozione è programmabile dopo 15 giorni.

Il successo tecnico è elevato: compreso tra il 75 e il 100%.

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Embolizzazione arterie prostatiche: aspetti tecnici

L’intervento di embolizzazione delle arterie prostatiche è uno dei più complessi nell’ambito della radiologia interventistica.

Le arterie prostatiche presentano una discreta variabilità anatomica e hanno strette connessioni con gli organi adiacenti (retto, pene, vescica), per cui è possibile causare effetti collaterali non desiderati, anche importanti.

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Iperplasia prostatica benigna: l’embolizzazione delle arterie prostatiche

Nell’ultimo decennio è stata presentata l’opzione dell’embolizzazione delle arterie prostatiche per trattare l’ipertrofia prostatica benigna e i sintomi da essa derivanti.

Il principio su cui si basa è quello di arrestare il rifornimento arterioso all’adenoma prostatico, interrompendo il circolo che sostiene la proliferazione cellulare.

Ha dimostrato di essere in grado di diminuire il volume della ghiandola, quel tanto da essere sufficiente a risolvere la sintomatologia e a migliorare la qualità della vita, in un modo molto più sicuro dei trattamenti chirurgici.

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Iperplasia prostatica benigna: sintomi e soluzioni proposte

Introduzione

L’iperplasia prostatica benigna è una malattia del sesso maschile, con una prevalenza del 50% nei soggetti oltre i 60-70 anni, che arriva l’80% oltre tali limiti di età.

E’ caratterizzata da una proliferazione delle cellule muscolari lisce, che determinano un aumento dimensionale della ghiandola. Questo comporta la progressiva comparsa di sintomi irritativi ed ostruttivi, che vengono compresi nella sindrome delle basse vie urinarie.

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