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Fibroma uterino

Fibroma uterino

Definizione

Il fibroma uterino (o fibromioma o mioma) è un tumore benigno dell’utero.
Rappresenta la più comune forma di patologia benigna femminile, con una incidenza del 25-35% nella popolazione in età fertile, e percentuali superiori dopo i 40 anni.

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A seconda di dove è localizzato, il fibroma si distingue in sottosieroso [è situato nella periferia dell’organo, più a contatto con la cavità addominale o pelvica], intramurale [si sviluppa nello strato più muscolare dell’organo] , sottomucoso [si sviluppa a contatto con la cavità uterina]. Questa distinzione è importante per orientare il trattamento.
La sua origine è incerta, ma la connessione con i fisiologici cicli ormonali è evidente, dal momento che con l’arrivo della menopausa tendono a diminuire.

Sintomi

Menorragie [perdite abbondanti al di fuori del ciclo], con o senza anemia;

perdite vaginali
metrorragie [perdite copiose durante il ciclo], con o senza anemia;
dolore pelvico, localizzato o irradiato agli arti inferiori;

dolori addominali
senso gravativo alla pelvi;
minzione frequente [per compressione dell’utero o del fibroma sulla vescica];
costipazione [per compressione dell’utero o del fibroma sul retto].

Diagnosi

La diagnosi è possibile con un’ecografia transvaginale, in grado di confermare la presenza del fibroma e la sua vascolarizzazione.

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La angio-RM della pelvi è un’indagine con maggiore campo di visione, consente di escludere la presenza di altre patologie, conferma la sede, il numero e le dimensioni dei fibromi e consente di fornire una dettagliata mappa vascolare in caso d’indirizzo tereapeutico verso la embolizzazione delle arterie uterine.

Cura

Viene indicato solo per i fibromi sintomatici.

Trattamento medico

Il trattamento medico si basa su, ma gli effetti non sono costanti nel tempo; alla loro sospensione i sintomi risultano aggravati. La loro somministrazione nel lungo periodo può portare effetti collaterali. Possono essere impiegati allo scopo di diminuire le dimensioni in vista di un intervento chirurgico.

Trattamento chirurgico

Il trattamento chirurgico prevede una soluzione definitiva [l’isterectomia o asportazione dell’utero – proposta per fibromi molto grandi, in donne in età avanzata, che non desiderano più avere figli] e una soluzione più conservativa [miomectomia o asportazione del solo fibroma – effettuata per via laparoscopica o isterescopica]. Naturalmente necessitano di un ricovero ospedaliero, con una dimissione dopo circa 5 giorni e una ripresa delle normali attività nell’arco i 15-30 giorni.

Trattamento non chirurgico

Video intervento in diretta in cui si succedono le varie fasi della diagnostica e dell’interventistica. Il dott. Stefano Pieri in sala operatoria, a Roma, esegue un intervento mininvasivo di radiologia interventistica per fibroma uterino.

Il trattamento non chirurgico, o embolizzazione delle arterie uterine, è un trattamento meno invasivo della chirurgia, estremamente selettivo, in pazienti accuratamente selezionate.

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Si effettua attraverso una puntura dell’arteria femorale, in anestesia locale, l’introduzione di un piccolo catetere che naviga nel sistema arterioso, fino ad arrivare nelle arterie che riforniscono il fibroma. Qui, sotto diretto controllo radiologico, vengono iniettate microsfere di diametro variabile, che, utilizzando il maggiore richiamo di sangue che operano i fibromi, vanno a chiudere solo le arterie che vascolarizzano il tumore benigno.

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L’intervento dura circa un’ora; la paziente ha un ricovero ospedaliero di 48 ore, per controllare l’evoluzione clinica del trattamento e il dolore successivo al trattamento {una infusione continua di antidolorifici, antiemetici, antibiotici ed oppiacei) garantisce il controllo di tale sintomatologia. La dimissione avviene nell’arco di 48 e si può tornare alle proprie attività nell’arco di 7-10 giorni.

L’embolizzazione provoca, nei mesi successivi, una regressione delle dimensioni del fibroma e dell’utero, con la scomparsa dei sintomi, con un’efficacia clinica e un tasso di complicanze confrontabile con le altre tecniche chirurgiche a fronte di una minore invasività e costi economici per la collettività (minore degenza ospedaliera – minori costi della sala angiografica rispetto alla sala chirurgica – precoce ripresa dell’attività lavorativa).

L’indicazione a questo trattamento sono quindi i fibromi intramurali sintomatici, la cui grandezza non superi i 12 cm di diametro, in donne che desiderano conservare la propria fertilità, o abbiano già subito un intervento chirurgico in sede pelvica o abbiano condizioni cliniche che controindicano l’effettuazione di un intervento chirugico.

Domande Frequenti e Contatti

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